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Sclerosi Multipla e cannabis: i benefici del THC e del CBD nella lotta alla malattia

Metadescription: La cannabis rappresenta un valido aiuto nella lotta alla sclerosi multipla: la ricerca ha evidenziato come THC e CBD riducono la sintomatologia associata.

Sclerosi multipla e cannabis: i benefici del THC e del CBD nella lotta alla malattia

Gli studi sull’utilizzo dei cannabinoidi nei pazienti affetti da sclerosi multipla seguono due direzioni:

  1. valutano la loro azione sui sintomi della malattia;
  2. valutano la loro azione come trattamento base, grazie alle loro proprietà neuroprotettive.

In Italia il primo farmaco a base di cannabinoidi per il trattamento della spasticità muscolare causata dalla sclerosi multipla è stato approvato dal 2013. Da quel momento, però, la ricerca scientifica ha fatto numerosi passi avanti: sono infatti numerosissime le pubblicazioni realizzate da importanti università in tutto il mondo che mostrano le evidenze scientifiche sull’impiego dei cannabinoidi per il trattamento di questa malattia cronica che colpisce il sistema nervoso centrale.

In questo articolo cercheremo di analizzare in che modo i cannabinoidi agiscono sul nostro organismo e come possono essere impiegati per migliorare la qualità della vita delle persone che soffrono di sclerosi.

Una panoramica sulla sclerosi multipla (SM)

La sclerosi multipla è una malattia neurodegenerativa (ovvero che causa processo cronico di morte cellulare a carico dei neuroni) che colpisce il sistema nervoso centrale. Le difese immunitarie hanno una reazione anomala e attaccano alcune componenti del sistema nervoso centrale, scambiandole per agenti estranei all’organismo e rientra quindi tra le malattie autoimmuni.

Gli attacchi da parte del sistema immunitario portano un’infiammazione che danneggia sia la mielina, cioè una “guaina” che circonda le fibre nervose, sia le cellule che la producono, sia le fibre nervose stesse.

Questo processo provoca delle lesioni alla mielina, definite placche, che possono comparire ovunque nel sistema nervoso centrale, ma in particolare a livello di:

  • nervi ottici;
  • cervelletto;
  • midollo spinale.

Le placche si evolvono da una fase infiammatoria iniziale a una fase cronica, in cui assomigliano a cicatrici e sono appunto dette sclerosi. I sintomi che derivano da questa infiammazione sono moltissimi e variano da soggetto a soggetto, in base all’entità delle placche e dalla posizione in cui si trovano nel sistema nervoso. Tra i principali sintomi, ricordiamo:

  • fatica;
  • disturbi visivi;
  • dolore cronico;
  • perdita di sensibilità;
  • spasticità muscolari.

Si tratta di una patologia complessa e imprevedibile e ad oggi purtroppo non esiste una cura definitiva per debellarla. Non è comunque una condizione mortale e chi ne è affetto può godere comunque di una buona qualità della vita, grazie ai passi avanti fatti dalla medicina.

Sono disponibili dei farmaci in grado di rallentare o modificare il decorso e la progressione della malattia. Alcuni di questi sono stati formulati appositamente per la cura della SM, altri invece sono utilizzati off-label.

In ogni caso, i sintomi sono molto vari da persona a persona e ci sono casi in cui le cure tradizionali sono poco tollerate. In questo scenario, come si colloca l’utilizzo degli estratti di cannabis? Continua la lettura per approfondire l’argomento.

Cannabinoidi: cosa sono e come impattano sul sistema nervoso

La spasticità e il dolore cronico sono due effetti molto comuni della malattia, ma le terapie del dolore molto spesso non sono abbastanza efficaci per la gestione dei sintomi. In questo contesto si collocano i farmaci a base di cannabis terapeutica.

Scopriamo insieme perché.

Non tutti sanno che l’organismo produce delle sostanze molto simili ai cannabinoidi presenti all’interno della cannabis, chiamati “endocannabinoidi” ed è dotato di un sistema endocannabinoide, che insieme al sistema immunitario e al sistema nervoso contribuisce a regolare gran parte delle nostre funzioni vitali. I cannabinoidi, endogeni e non, interagiscono con due recettori chiamati CB1 e CB2, che sono distribuiti a livello del sistema nervoso centrale e del sistema immunitario.

Agendo anche a livello del sistema nervoso centrale, i cannabinoidi riescono a contrastare alcuni dei complessi meccanismi che causano i fenomeni di neurodegenerazione, riducono l’infiammazione del tessuto nervoso e la perdita di mielina.

Inoltre la cannabis è un valido aiuto per combattere il dolore cronico, perché i recettori CB1 sono coinvolti nella trasmissione dello stimolo del dolore e attivandosi, grazie all’interazione con i cannabinoidi, causano una cascata di segnali che porta alla riduzione dello stesso.

L’AISM, l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla, è dalla parte dei pazienti che necessitano di esercitare i loro diritti per poter accedere alle cure con i farmaci a base di cannabinoidi. Paolo Bandiera, Direttore Affari Generali e Advocacy AISM in occasione del webinar “Cannabis terapeutica: un’occasione mancata … sinora” ha affermato che: «L’accesso alle terapie sintomatiche, tra cui la cannabis terapeutica, è una questione di garanzia di diritti, sostegno e promozione della ricerca, strutturazione dei servizi: un tema di importanza centrale per la salute e la qualità di vita di moltissime persone con sclerosi multipla e non solo».

Il legame tra l’utilizzo di cannabis e SM è ancora oggi oggetto di studi, ma sulla base dei risultati sperimentali fino ad ora ottenuti e delle dichiarazioni delle Associazioni di competenza appare già chiaro che l’utilizzo medico di questa pianta rappresenta una grande opportunità per migliorare la vita di tantissimi pazienti.

Prendiamo ora in analisi alcune tra le più recenti pubblicazioni scientifiche sull’argomento.

Studio di ricercatori australiani pubblicato sulla rivista scientifica Neurology of Systemic Diseases (2018)

Questo gruppo di ricerca ha pubblicato i risultati di una revisione su precedenti studi in materia, per valutare l’effettivo potenziale terapeutico dei cannabinoidi nella cura di alcuni sintomi della sclerosi multipla, in particolare:

  • progressione delle problematiche motorie;
  • dolore;
  • spasticità;
  • disturbi vescicali;
  • tremore/atassia;
  • impatto generale sulla qualità della vita.

I ricercatori hanno ripreso i dati di 32 precedenti studi, inclusi 10 studi randomici controllati (RCT, uno studio sperimentale in cui i partecipanti vengono assegnati a due gruppi, il gruppo riceve il trattamento o il gruppo di controllo/confronto). Dai risultati è emerso che ci sono sufficienti prove per affermare che i cannabinoidi possono essere efficaci per contrastare il dolore e la spasticità. Sono invece pochi gli studi che hanno riportato delle conclusioni interessanti per altri sintomi.

Studio di ricercatori britannici pubblicato sulla rivista scientifica Practical Neurology (2019)

Questo studio portato avanti da un gruppo di ricercatori britannici ha evidenziato come le classiche terapie farmacologiche non sono sufficienti per gestire completamente la sintomatologia legata alla SM.

Per questo motivo circa la metà dei pazienti presi in analisi ha fatto utilizzo di cannabis con finalità terapeutiche e i risultati sono stati positivi. Nonostante nell’ultimo periodo molti governi abbiano allentano le normative sull’uso della cannabis medica, si è ancora lontani (in molti paesi) a una legalizzazione totale della pianta.

Per i medici, le difficoltà si moltiplicano perché non riescono a garantire a tutti i pazienti un equo accesso a queste cure, dato che l’accesso ai prodotti a base di THC e CBD di qualità farmaceutica rimane altamente limitato.

Dunque di pari passo alla ricerca scientifica, che ormai ha ampiamente dimostrato l’efficacia dei cannabinoidi nella lotta alla malattia, si dovrebbe trovare una soluzione per garantire la possibilità di utilizzare i farmaci a base di cannabis a tutti i pazienti.

Studio di ricercatori brasiliani pubblicato sulla rivista scientifica Expert Review of Neurotherapeutics (2020)

Lo studio analizza i risultati dell’utilizzo di farmaci a base cannabis sui pazienti con sclerosi multipla (SM) che soffrono di spasticità e dolore durante il decorso della malattia. Molti di loro hanno già utilizzato farmaci di prima linea per il trattamento di queste condizioni, come baclofene, dantrolene, diazepam e gabapentin, ma con risultati modesti.

In che forma viene utilizzata la canapa dai pazienti affetti da SM? Molti hanno incominciato a fumare le infiorescenze, anche se questa non è un’opzione consigliata (qui ne spieghiamo i motivi) e infatti non ci sono prove scientifiche che ne confermano i benefici per i pazienti con SM. Invece, i farmaci a base di cannabinoidi sono stati testati e approvati per uso medico.

Con lo sviluppo del Sativex (Nabiximols), il primo farmaco a base di cannabinoidi approvato in Italia, da parte dell’industria farmaceutica, sempre più paesi hanno consentito ai pazienti con SM di avere accesso legale alle terapie legate alla cannabis.

Questo perché i dati basati sull’utilizzo di questo farmaco per la riduzione di spasticità, dolore e sintomi urinari correlati alla SM sono sorprendenti: oltre 7.500 pazienti segnalati in 33 studi (di cui 12 dal Regno Unito e 11 dall’Italia) ne hanno riportato i benefici.

Sativex è sicuro ed efficace per i pazienti con SM la cui spasticità non può essere trattata con i farmaci orali di prima linea. Attualmente, la legislazione, la burocrazia e i costi legati alla prescrizione di questo farmaco ne limitano l’utilizzo in molti paesi.

Prove crescenti supportano il fatto che i cannabinoidi alleviano la spasticità correlata alla SM, ma si sa ancora poco sull’esperienza d’uso della cannabis tra le persone con SM che soffrono di tale sintomatologia.

Alcuni ricercatori dell’Oregon hanno preso in analisi un gruppo di pazienti affetti da SM e hanno raccolto dei dati sulla loro esperienza con la cannabis per il trattamento della spasticità e del dolore.

Ne è emerso che:

  • tra le persone con SM e spasticità degli arti inferiori, il 36% ha riferito l’uso attuale di cannabis;
  • i partecipanti hanno utilizzato più comunemente cannabis topica (55%) e commestibile (52%);
  • la maggior parte dei partecipanti ha trovato la cannabis utile per il dolore (85%) e la spasticità (79%);
  • per curare la spasticità, il 26% usa sia i farmaci prescritti che altri prodotti a base di cannabis;
  • la maggior parte dei partecipanti (58%) ha utilizzato cannabis almeno ogni giorno.

I risultati parlano chiaro: la cannabis aiuta i pazienti affetti da SM e il loro reiterato utilizzo ne è un’ulteriore conferma.

Conclusioni

I cannabinoidi sono un valido strumento nella lotta alla SM ma la strada per assicurare a tutti i pazienti l’accesso a questi farmaci è lunga e in salita. L’AISM si sta mobilitando affinché questi farmaci possano essere garantiti gratuitamente ai malati. Inoltre è importante che i medici di base e le altre figure deputate alla prescrizione siano adeguatamente formate sulle questioni legate alla cannabis, in modo da poter essere un punto di riferimento per i pazienti.

Bibliografia

Studio di ricercatori australiani pubblicato sulla rivista scientifica Neurology of Systemic Diseases (2018)
https://link.springer.com/article/10.1007/s11910-018-0814-x

Studio di ricercatori britannici pubblicato sulla rivista scientifica Practical Neurology (2019)
https://pn.bmj.com/content/19/4/310.long

Studio di ricercatori brasiliani pubblicato sulla rivista scientifica Expert Review of Neurotherapeutics (2020)
https://www.tandfonline.com/doi/abs/10.1080/14737175.2020.1776610?journalCode=iern20

Studio di ricercatori dell’Oregon (USA) pubblicato sulla rivista scientifica Multiple Sclerosis and Related Disorders (2020)
https://linkinghub.elsevier.com/retrieve/pii/S2211-0348(20)30085-7

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