Usare i prodotti a base di canapa e con le proprietà del CBD ha effetti benefici

 

Su cbdcristalli.it puoi trovare informazioni e approfondimenti che riguardano il mondo dalla canapa e scoprire perché inserire nella vita quotidiana i prodotti a base di cannabidiolo, sia per uso alimentare che per il benessere della persona.

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Proprietà della canapa

La canapa è entrata nel dibattito negli ultimi anni: il motivo è la sua controversa utilità. Fino a una decina di anni fa si conosceva solo l’uso ricreativo dell’inflorescenze per “lo sballo”. Le ricerche scientifiche stanno evidenziando, e riportando alla luce, che dalla canapa si possono ottenere tanti benefici.

La pianta contiene soprattutto due sostanze fondamentali: il CBD ed il THC. Ma è solo sul THC, la sostanza psicotropa, che si incardina il problema legale.

Entriamo nei dettagli.

Il CBD acronimo di cannabidiolo, è il principale componente non psicoattivo della canapa sativa. Gli studi scientifici pubblicati sul British Pharmacological Society evidenziano soprattutto le proprietà anti-infiammatorie e anti-ossidanti

Lo si  può assumere in forma liquida Olio CBD estratto o in cristalli per apprezzare in forma più concentrata gli effetti.

Dalla canapa si ottengono anche prodotti alimentari. L’utilizzo degli alimenti a base di canapa è legale (quadro normativo attuale sulla canapa) e apporta al corpo molti benefici.

Nel cibo si usano semi o derivati, senza Thc, se non in piccolissime e innocue tracce solo per via delle possibili contaminazioni con le infiorescenze. I semi possono essere usati tal quali oppure per produrre olio da cucina o farina e quindi pane, pasta e prodotti da forno.

Il cannabidiolo è solo uno dei principi attivi presenti nella canapa che è una pianta dai mille usi dalla quale è possibile ricavare una moltitudine di prodotti anche per la cosmesi: sapone, shampoo, creme per il corpo lenitive. 

Infine l’industria tessile e i preziosi tessuti di canapa freschi d’estate e caldi d’inverno, di largo uso fino alla metà circa del Novecento. 

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Liquido per sigaretta elettronica al CBD: cos’è e come si usa

In questi ultimi anni sul mercato si sta assistendo ad un vero e proprio boom delle sigarette elettroniche. Scelte sempre di più da fumatori che hanno intenzione di smettere con la sigaretta tradizionale, e che optano per questa metodologia per un approccio “dolce”, hanno un funzionamento semplice e consentono di evitare il fenomeno della combustione, con tutte le sue spiacevoli conseguenze.

In questo articolo capiremo come funzionano le sigarette elettroniche e come sono fatte quelle con liquido a base di CBD.

La e-cig e l’azione dello “svapare”: ecco di cosa si tratta

Per chi ancora non lo sapesse, la sigaretta elettronica viene definita anche e-cig, ultima frontiera della classica sigaretta, ma che al fumo vero e proprio sostituisce la “svapata”. In pratica attraverso questo strumento, e con l’ausilio del vapore, viene inalato un liquido aromatizzato, che alcuni preferiscono nella variante con nicotina. Non essendoci combustione si evita di inalare tutte quelle sostanze create da quest’ultimo fenomeno fisico tra carta, tabacco e catrame, sostanze cancerogene (secondo uno studio effettuato, le sostanze liberate sarebbero ben 4.800, di cui 69 cancerogene). Nel febbraio 2017, poi, su Annals of Internal Medicine, rivista della fondazione per la Ricerca sul Cancro in Gran Bretagna, è comparso uno studio che affermava come chi lasciava la sigaretta tradizionale per quella elettronica, dopo soli sei mesi vedeva una riduzione delle sostanze cancerogene all’interno dell’organismo. In realtà il gesto della sigaretta elettronica soddisfa anche  psicologicamente il fumatore sulla via di smettere, in quanto la gestualità è identica, ed anche l’inalazione.

Come è fatta una sigaretta elettronica: componenti e aromi

Una sigaretta elettronica è un congegno molto semplice da usare. Il liquido da inalare è contenuto in un piccolo serbatoio, nel quale a sua volta è contenuto un atomizzatore. L’atomizzatore serve a trasformare lo stesso liquido in vapore. Accanto al serbatoio si trova una batteria, che aziona lo strumento. Sono tantissimi i modelli di sigaretta elettronica in commercio, secondo che si voglia scegliere una batteria più potente, una durata più lunga, un’estetica personalizzata, e così via.

C’è poi il liquido, che può essere acquistato in tantissime modalità: dal liquido neutro ed insapore, agli aromi concentrati di tabacco, o mentolati, o alla frutta, o gourmand.

Il liquido da svapare al CBD: a cosa serve e perché può aiutare

Nel liquido per sigaretta elettronica al CBD, il cannabidiolo viene aggiunto come ingrediente principale ad una base neutra. Pertanto sarà incolore ed insapore, ma le sue proprietà saranno attive. Il cannabidiolo nel liquido può essere il risultato di un’estrazione con Co2 (metodo migliore) oppure con solvente. In questo modo si è sicuri di non aggiungere alcun preparato chimico al liquido da inalare, a parte la composizione stessa del liquido, formato da glicole propilenico (in quantità maggiore rispetto ai liquidi comuni, spesso però estratto da componenti vegetali) e glicerina vegetale. Anche gli aromi di un liquido a base di CBD sono naturali e non chimici, in quanto provengono da resine ed oli essenziali.

In 10 ml di prodotto si possono trovare 20, 100 o 200 mg di CBD, e non si avranno assolutamente effetti psicoattivi, proprio perché stiamo parlando di cannabidiolo e non di THC.

È però un metodo molto pratico per assumere il CBD ed usufruire di tutte le sue virtù: non a caso l’abitudine di “svapare” CBD è sviluppata tra chi ha bisogno di rilassarsi, magari dopo un duro allenamento, oppure da chi deve tenere sotto controllo un leggero stato ansioso, o da chi, ancora, sta cercando di smettere di fumare e desidera un metodo del tutto naturale e non traumatico.

Siete indecisi sulla concentrazione da usare se vi avvicinate per la prima volta alla e-cig con canapa? Il consiglio è di cominciare con la percentuale più bassa, e poi, se è il caso aumentare la dose, in base anche all’effetto che si desidera e alle problematiche che si vogliono contrastare.

Fonti consultate:

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CBD e dolori articolari: un aiuto naturale ed efficace

I dolori articolari sono molto diffusi tra la popolazione italiana e mondiale, soprattutto dopo i 40 anni.

Ciò accade perché l’usura tende a far consumare la cartilagine. Altre cause di dolori articolari possono essere le malattie reumatiche, le posture scorrette protratte per lunghi periodi, sforzi fisici (ne soffrono infatti anche molti sportivi).

Di solito si ricorre a farmaci FANS per attutire il dolore (ibuprofene, diclofenac, etc.), oppure al paracetamolo. Si tratta però di rimedi farmacologici che agiscono soprattutto sul sintomo, senza curare la causa. Esistono poi dei rimedi fisici che possono essere affiancati all’assunzione di qualsiasi principio attivo (ad esempio impacchi con il ghiaccio) e rimedi naturali che vantano risultati davvero promettenti ed efficaci.

Tra questi c’è l’olio di CBD.

I rimedi naturali e il CBD contro artrosi, artrite ed altri problemi articolari

Tra i rimedi naturali utilissimi contro i dolori articolari possiamo annoverare l’artiglio del diavolo, l’arnica e l’escina, erbe antinfiammatorie molto potenti. Il loro uso può avvenire sia tramite integratori in capsule, sia in creme o pomate ad uso topico.

Ma il rimedio sul quale in questi ultimi anni la scienza sta focalizzando molti studi riguarda proprio il cannabidiolo, CBD. Già sappiamo che il derivato della canapa sativa possiede potenti proprietà antinfiammatorie. In realtà il cannabidiolo dà il meglio di sé proprio sull’infiammazione delle articolazioni. Agisce infatti sui recettori del cervello endocannabinoidi, attutendo notevolmente il dolore. Oltre al sollievo dal dolore sono numerosi i vantaggi dell’utilizzo di CBD (in olio, perlopiù) contro i fastidi e le patologie articolari. Innanzitutto viene ridotta l’assunzione di farmaci antidolorifici, con conseguente riduzione degli effetti collaterali, poi si dorme molto meglio e si riacquista una mobilità più sciolta. Ovviamente all’assunzione di CBD consigliamo di associare una leggera attività fisica mirata.

In quali casi è consigliato il CBD

Il CBD assunto sotto forma di olio o di pomata (o anche come integratore) è consigliato in tutti i casi in cui si avvertano dolori da artrosi, artrite reumatoide, reumatismi, osteoporosi.

Ma anche per contratture, mal di schiena cronico, colpo della strega, sciatalgie, etc. Come però hanno scoperto diversi studi scientifici, il CBD ha un effetto antinfiammatorio sul lungo raggio, a differenza del THC che invece agisce direttamente sul dolore (tanto è vero che il THC viene impiegato anche nella cura della sclerosi multipla).

Il CBD sembra inoltre dimostrare dei benefici consistenti nella riparazione dei tessuti cartilaginei. Uno studio in particolare su questo aspetto è stato condotto nel 2010 da un’equipe di scienziati irlandesi del Trinity College di Dublino, dipartimento di Neuroscienze: si dimostrò come le articolazioni colpite dall’artrite fossero protette in maniera ottimale dal CBD, che ne diminuiva l’infiammazione.

La conclusione dello studio è stata il convalidare “[…] il potenziale per i cannabinoidi di fornire una duplice funzione agendo come agenti antinfiammatori e regolatori della biologia per migliorare le strategie di ingegneria tissutale finalizzate alla riparazione della cartilagine. In più, prove emergenti vedono il coinvolgimento dei cannabinoidi in un’ampia varietà di processi fisiologici e patofisiologici, dal mantenimento scheletrico ai disturbi neurodegenerativi […]”.

Fonti scientifiche:

reumatismo.ch/blog/2019/cbd-per-i-reumatismi (Lega svizzera contro i reumatismi)

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4034107/  (Studio irlandese sui benefici del CBD sui reumatismi)

Il CBD può migliorare la vita sessuale?

La disfunzione erettile maschile, oltre ad essere causata da squilibri organici, può avere una causa psicologica. Il cbd può aiutare a superare l’ostacolo.

Cannabinoidi, cosa sono e quanti tipi ne esistono: facciamo chiarezza

Non stiamo parlando ad un novellino, se siamo consapevoli: se consulti questo sito web con costanza significa infatti che conosci bene la pianta della cannabis e che sei interessato ai suoi molteplici utilizzi.

Diciamo questo perché da sempre insistiamo in una divulgazione corretta delle informazioni su quelle che sono le sostanze funzionali della cannabis, in particolare i cannabinoidi. Sul CBD sappiamo praticamente (quasi) tutto, visto che il nostro sito/blog ne ha fatto l’argomento principe.

Forse non tutti però sanno che non esiste un solo tipo di cannabinoide nella canapa, ma ce ne sono di moltissimi (gli studi sulla pianta parlano di almeno 113 varietà). Per chiari motivi di spazio qui non possiamo elencarli tutti, ma ci limiteremo a parlare dei quattro più importanti, secondo un ordine di maggior quantità di principio attivo.

THC (Tetraidrocannabinolo)

Di certo sai che il THC è la sostanza psicotropa e psicoattiva (stupefacente) contenuta nella pianta di cannabis.

È anche il cannabinoide contenuto in maggior quantità, ragion per cui risulta fuorilegge per l’uso personale in moltissimi Paesi europei, Italia compresa. Un utilizzo medico in determinati ambiti di questa sostanza è però consentito, in quanto le proprietà del THC insistono soprattutto sui centri nervosi del dolore, riducendo quest’ultimo in maniera considerevole, sia in caso di danni ai nervi, che in alcune forme di cancro.

Riduce anche la nausea da chemioterapia, i crampi muscolari ed il glaucoma. Ha però effetto anche sulla psiche, causando un eccessivo rilassamento e buonomore, e un aumento dell’appetito. Lo si trova in particolar modo nell’hashish.

Cannabidiolo (CBD)

Il secondo cannabinoide presente per quantità nella cannabis è il nostro CBD, cannabidiolo, sostanza legale perché non psicoattiva come il THC, ma dalle proprietà benefiche riconosciute.

Nel nostro sito parliamo diffusamente di CBD, quindi ti invitiamo a leggere tutte gli articoli ad esso dedicato, soprattutto nella sezione/categoria interamente dedicata a questo principio (clicca qui).

Cannabichromas (CBC)

Dopo il CBD nella cannabis troviamo il terzo componente più presente, che è il Cannabichromas o CBC. In alcune varietà di canapa può trovarsi in quantità anche più consistente del CBD.

Possiede determinate proprietà, ma spesso queste ultime vengono stimolate dalla combinazione con il THC, ad esempio nella sua funzione analgesica ed antidolorifica. È comunque un valido antinfiammatorio e si mostra efficace come rimedio contro funghi e batteri.

Interessanti anche le sue proprietà antidepressive e rigeneranti delle cellule, soprattutto di quelle ematiche. È poi un ottimo tonico per la salute delle ossa e un antitumorale.

Tetraidrocannabivarina (THCV)

Il THCV è un derivato del THC che possiede effetti stupefacenti e psicoattivi inferiori rispetto al primo ma tuttavia si rivela molto valido per certi aspetti. È anch’esso neuroprotettivo contro il dolore e contro gli spasmi, in più stimola il metabolismo e diminuisce lo stimolo dell’appetito.

In caso di sovrappeso si rivela pertanto un buon rimedio, in quanto allo sprint metabolico associa anche una maggiore lipolisi (metabolismo dei grassi) e un abbassamento della glicemia. Ciò lo rende un principio attivo utile anche per i diabetici.

Hemp fu (tofu di canapa): l’alternativa vegana al tofu di soia

Se seguite questo blog vuol dire che siete appassionati di canapa e di tutte le fantastiche proprietà che questa pianta versatile possiede. La canapa si rivela anche un ottimo alimento: lo si può constatare con l’olio spremuto a freddo, i semi, la farina e tutto ciò che si può ricavare con questi ingredienti base.

Un alimento che però non tutti conoscono è il tofu di canapa, chiamato hemp-fu, altamente proteico e che può essere considerato una valida alternativa al tofu di soia, per coloro che sono intolleranti a quest’ultima o per chi non può mangiarla per motivi di salute (eccesso di estrogeni, etc.). Scopriamo di cosa si tratta.

Aspetto simile, proprietà molto diverse

L’hemp-fu, tofu di canapa, e quello di soia, sono molto simili nell’aspetto, in quanto ricordano un formaggio. Sono infatti entrambi ricavati dalla cagliatura del latte vegetale. Entrambi sono dunque adatti a chi segue un’alimentazione di tipo vegano ma anche di tipo vegetariano oppure onnivoro.

Molto spesso, infatti, chi si nutre di latte vaccino non sa che le mucche ingeriscono molta soia nella loro alimentazione, che indirettamente passa nel latte. Le proprietà di soia e canapa, perciò, differiscono, in diversi punti. Innanzitutto la canapa non è un allergene, a differenza della soia. L’hemp-fu o tofu di canapa ha poi un sapore molto più deciso rispetto a quello di soia, che talvolta potrebbe risultare quasi scialbo. È inoltre più granuloso e compatto. Ma quello che fa la differenza è il quadro nutrizionale.

L’hemp-fu, infatti si ricava dai semi della canapa, che come sappiamo contengono tutti e otto gli amminoacidi essenziali (in particolare lisina e metiotina, non rintracciabili nei cereali). In più contiene moltissime proteine, tanto da poterlo considerare un sostituto della carne e dei legumi, e da conquistarsi l’appellativo di “superfood”.

Importante anche il suo quantitativo di vitamine, soprattutto del gruppo B (quelle “proteiche”, per intenderci), E ed A. Presenti anche le fibre, gli acidi grassi polinsaturi Omega 3 ed Omega 6, sali minerali come calcio, ferro, potassio, zinco, ed acido folico. È insomma un alimento completo e inoltre non contiene glutine né fitoestrogeni (a differenza della soia), il che lo rende perfetto anche per i celiaci e per chi presenta intolleranze alla soia.

Come si trova il tofu di canapa e dove acquistarlo

Anche se c’è chi lo prepara in casa con ricette a partire dal latte di canapa, l’hemp-fu può essere acquistato nei negozi di alimenti biologici e vegani, oppure online, anche qui attraverso il nostro blog.

Lo si trova per lo più in panetti, così da poterlo consumare tal quale, oppure per creare dei dadini da aggiungere alle insalate o per spalmarlo sul pane. Può inoltre essere cotto in padella, fritto, e diventare il protagonista di molti menu vegani o vegetariani. C’è da divertirsi ad usare la fantasia, anche in cucina.

Olio di canapa ed olio di CBD: le differenze

Parlare di olio di canapa (da cucina) e di olio concentrato di CBD non è la stessa cosa. Anche se alcuni cercano di far passare i due prodotti per simili (e si tratta per lo più di commercianti disonesti) qui ti spieghiamo perché si tratta di due sostanze completamente diverse.

L’olio di canapa: in cucina o per altri utilizzi, è privo di cannabidiolo

Il primo aspetto che ti facciamo notare è che l’olio di canapa, anche quello di semi per uso alimentare, è come quello di CBD assolutamente privo di sostanze psicotrope THC (come abbiamo visto in altri nostri articoli di questo blog).

Una volta appurata questa verità si possono fare ulteriori distinzioni tra l’olio di canapa per uso alimentare ed olio concentrato di CBD. Il primo è adatto soprattutto a coloro che seguono una dieta altamente proteica: può trattarsi di coloro che hanno bisogno di compensare la mancanza di proteine animali per la scelta di specifici regimi alimentari (ad esempio vegani o crudisti), oppure di sportivi che necessitano di mantenere sempre un certo tipo di massa muscolare.

Per questo motivo la canapa viene considerata come un ingrediente che integra l’apporto proteico della nostra dieta, in aggiunta a carne e pesce, e utilissima a prevenire malattie nel breve e nel lungo periodo. L’olio di canapa per uso alimentare è ricchissimo di acidi grassi omega 3 ed omega 6 e vanta pertanto notevoli proprietà antiossidanti. In esso sono presenti inoltre buone dosi di vitamina E e sali minerali come calcio, potassio e magnesio.

Consumare l’olio di canapa (rigorosamente a crudo in porzioni che possono andare da uno a tre cucchiaini al giorno) può aiutare a prevenire malattie a carico dell’apparato cardiovascolare, abbassare il colesterolo cattivo, curare gli eczemi e alcune patologie del sistema respiratorio. Si può assumere perciò come integratore naturale ed utilizzarlo anche per molte ricette in cucina. È però molto diverso dall’olio concentrato di CBD.

Olio concentrato di CBD: vari utilizzi per molti benefici

L’olio concentrato di CBD, di cui parliamo diffusamente in questo blog, è invece un olio contenente il principio attivo del cannabidiolo. Si tratta perciò di un prodotto in cui il derivato della cannabis sativa viene miscelato ad olio di cocco o di oliva extravergine.

Si può assumere in quantità molto ridotte per uso orale, ma può essere utilizzato anche in aggiunta al liquido per le sigarette elettroniche e nei cosmetici, come uno degli ingredienti di creme di bellezza o di pomate ad uso topico e terapeutico.

Viste le proprietà del CBD sulla psiche e sul sistema neurovegetativo, quest’olio concentrato ha dato ottimi risultati come analgesico ed antinfiammatorio, sia locale che sistemico. Molto spesso viene utilizzato con successo anche contro gli effetti collaterali portati dalla chemioterapia. Sulla psiche ha effetto rilassante, poiché combatte lo stress e l’insonnia (vedi anche i prodotti specifici con melatonina) e alcuni studi stanno confermando gli effetti benefici contro la depressione.

Il perché sembra essere dovuto all’interazione proprio sul sistema endocannabinoide dell’organismo umano. Si capisce dunque come i due prodotti (olio per uso alimentare ed olio di CBD) non vadano assolutamente confusi, perché servono ad ottenere risultati completamente diversi.

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Pasta alla canapa: un piatto ricco di salute e sapore

Esiste per noi italiani qualcosa di più soddisfacente a tavola di un bel piatto di pasta? Certo, si può essere fan di altre pietanze, ma un primo piatto a base di pasta è ricco di principi nutrizionali corretti e non fa male alla salute, se condito in maniera sana.

E se questo piatto fosse fatto di pasta di canapa? Ancora meglio! La canapa infatti (voi che seguite il nostro sito/blog lo sapete bene) è ricchissima di amminoacidi essenziali, sali minerali come il manganese, piena di fibre e proteine ma a bassissimo contenuto di zuccheri, sale e grassi saturi, che sono gli elementi più dannosi per il benessere del corpo.

Scopriamo allora di più sulla pasta alla canapa.

Indicata per l’alimentazione dei celiaci e degli sportivi

A differenza della comune pasta in frumento, la pasta fatta con la farina di canapa è assolutamente priva di glutine, quindi indicata per chi soffre di celiachia o intolleranza al glutine.

Si rivela poi molto importante per l’alimentazione degli sportivi, poiché garantisce, con la sua assunzione, un pieno di proteine, benzina per i muscoli, e favorisce un buon metabolismo energetico. Vera miniera di sali minerali, oltre al manganese in essa è possibile trovare il calcio (una porzione di pasta soddisfa il 25% della razione giornaliera raccomandata per questo minerale).

Ottima anche per favorire la creazione di un nuovo tessuto connettivo, e per mantenere la pressione arteriosa nei livelli normali, visto che in pratica non contiene sale.

Mangiare pasta di canapa a tavola significa anche tenere il colesterolo sotto controllo, grazie alla notevole presenza di acidi grassi polinsaturi Omega 3 ed Omega 6.

Altri benefici della farina di canapa per pasta e pane

La farina di canapa, l’ingrediente fondamentale per realizzare tutti i formati di pasta in commercio, può rivelarsi molto importante anche per rinforzare il sistema immunitario, regolare i livelli del quadro ormonale e migliorare la situazione della salute neurologica.

I responsabili di questi benefici sono ancora una volta gli Omega 3 e gli Omega 6, che come sappiamo costituiscono un rimedio strepitoso anche contro le malattie autoimmuni, il diabete, l’asma, l’artrosi ed altre patologie. In pratica, mangiare un piatto di pasta di farina di canapa equivale a curare la propria salute giorno dopo giorno. Inoltre, è buonissima, in quanto il suo sapore ricorda vagamente le nocciole.

Attenzione però a non abusarne, visto che è molto energetica e calorica (50 grammi apportano circa 376 calorie).

Come viene realizzata la pasta alla canapa

La pasta alla canapa viene realizzata partendo dai semi della canapa sativa, i quali vengono passati al torchio per l’estrazione dell’olio. Della polpa rimanente se ne fa una macinatura, fino ad ottenere una farina di canapa , fonte di principi nutritivi straordinari.

La farina viene lavorata per creare la pasta secondo diversi formati (sia di pasta corta che di pasta lunga) e poi trafilata al bronzo, per tenere meglio la cottura. Viene poi essiccata, impacchettata in materiali eco-sostenibili e messa in commercio.

Consigli per gustare al meglio la pasta alla canapa

La pasta alla canapa non va cotta molto, come del resto anche la pasta di frumento, ma viene servita al dente, e con esigua quantità di condimento.

Il suo sapore è infatti molto spiccato, per cui basta un filo sottilissimo di olio Evo per esaltarlo, oppure olio di semi di canapa e una manciata di Parmigiano Reggiano o Grana Padano, per i non vegani.

Volendo, la si può gustare con un pesto ligure fresco, fatto in casa, o con un sugo di melenzane o di carciofi. C’è poi chi la mangia fredda, con pomodori secchi sminuzzati, una manciata di pinoli e mandorle tritate. Da veri buongustai!

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CBD contro stress e ansia: quanto può aiutare?

Studi scientifici continuano a dimostrare che il cannabidiolo aiuta a diminuire lo stress e regola il funzionamento del battito cardiaco e la respirazione.
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CBD e farmaci: ci sono interazioni? Quando non assumerli insieme

Alcuni farmaci come anestetici, antiepilettici e beta-bloccanti possono interferire con l’assunzione del cannabidiolo pertanto è utile informarsi bene.

Disturbi del sonno e salute: quanto dormire bene contribuisce al benessere

Per chi soffre di disturbi del sonno, in particolare insonnia e difficoltà ad addormentarsi, è utile assumere melatonina e CBD. Ve ne parliamo.

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