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L’uso della cannabis come opzione terapeutica nel trattamento della fibromialgia

La fibromialgia è una patologia caratterizzata da un dolore cronico muscolo scheletrico, che può interessare tutto il corpo oppure soltanto parti specifiche. È una malattia che non solo causa problematiche fisiche a chi ne soffre, ma ha anche dei pesanti riscontri psicologici, perché rende difficile (se non impossibile, in alcuni casi) la vita relazionale e lavorativa.

La sintomatologia della sindrome fibromialgica è davvero molto varia e per questo motivo a volte passano anni prima che la malattia venga diagnosticata: non esistono ad oggi dei test di laboratorio che permettano di identificarla.

Anche a livello terapeutico non c’è una cura univoca, ma il medico solitamente crea un piano terapeutico individuale, realizzato sulla base dei sintomi che disturbano il paziente. Sono quindi prescritti dei trattamenti farmacologici per placare il dolore, migliorare la qualità del sonno e il tono dell’umore.

Gli studi più recenti mostrano che i migliori approcci terapeutici sono quelli multidisciplinari, che integrano diversi trattamenti, farmacologici e non. Spiccano tra questi le cure con i cannabinoidi (in particolare il THC e il CBD), molecole presenti all’interno della pianta della canapa in grado di interagire con il nostro organismo. Hanno effetti antidolorifici, antinfiammatori, miorilassanti, immunomodulanti, conciliano il sonno e regolano l’umore.

In questo articolo, approfondiamo l’argomento e riprendiamo gli studi più significativi che sono stati fatti negli ultimi anni per capire se la cannabis può davvero essere un’opzione terapeutica nel trattamento della fibromialgia.

Che cos’è la fibromialgia

Con il termine fibromialgia si indica una malattia reumatica cronica, che si presenta con una sintomatologia molto complessa. Il termine significa dolore (algos) proveniente da muscoli (myo) e tessuti fibrosi (fibro). Colpisce l’apparato muscolo-scheletrico e le persone affette dalla patologia presentano vari sintomi, tra cui:

  • Forte tensione muscolare;
  • Dolore cronico e diffuso in varie parti del corpo;
  • Rigidità muscolare.

A questi possono aggiungersi poi:

  • Insonnia;
  • Disturbi dell’umore;
  • Dolore diffuso e cronico;
  • Affaticamento cronico (astenia);
  • Sindrome del colon irritabile;
  • Disturbi psichiatrici, come stress, ansia e depressione.

Trattandosi di una sindrome, non tutti i pazienti presentano tutti i sintomi, ma possono presentarne solo alcuni, a variabili livelli di intensità. Ma che cos’è che causa questa malattia? Ancora oggi non si sa, ma si presuppone il coinvolgimento di diversi fattori:

  • Biochimici;
  • Genetici;
  • Ambientali;
  • Ormonali:
  • Psicologici.

A volte la malattia può comparire dopo un trauma fisico o psicologico, come un intervento chirurgico o un forte stress. Ad oggi i pazienti sono trattati con farmaci analgesici, miorilassanti, antidepressivi, antiepilettici e antidepressivi al bisogno.

La ricerca ha evidenziato come migliori risultati si ottengano unendo all’assunzione dei farmaci altri approcci terapeutici, come l’uso della cannabis. Cerchiamo di analizzare insieme alcuni studi scientifici per capire a quali risultati si è arrivati fino ad oggi.

Studio di ricercatori olandesi pubblicato sulla rivista scientifica Pain (2019)

Ricercatori olandesi dell’università di Leiden e dell’Istituto di ricerca Bedrocan International hanno portato avanti uno studio sperimentale randomizzato e controllato con placebo per monitorare gli effetti analgesici di 4 varietà di cannabis, assunta attraverso la vaporizzazione, in 20 pazienti affetti da dolore cronico a causa della fibromialgia.

Come si è svolta la sperimentazione? Sono stati monitorati per tre ore, dopo una singola inalazione, i seguenti parametri:

  1. Le concentrazioni plasmatiche di THC e CBD;
  2. La tolleranza a diversi tipi di dolore;
  3. Eventuali effetti avversi.

I soggetti trattati con il farmaco a base di cannabinoidi Bediol (farmaco con un contenuto di THC medio-basso e un medio contenuto di CBD) hanno mostrato una riduzione del dolore del 30% rispetto ai pazienti trattati con il placebo.

Anche le varietà di cannabis contenenti una percentuale più alta di THC hanno causato un aumento significativo della soglia del dolore da pressione rispetto al placebo. Le risposte analgesiche arrivano quindi già dopo una singola inalazione, ma sono necessari ulteriori studi per determinare gli effetti del trattamento a lungo termine.

Studio di ricercatori israeliani pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Clinical Medicine (2019)

L’utilità della cannabis medica nel trattamento del dolore cronico è ormai comprovata, ma gli studi sperimentali a sostegno dell’efficacia dei cannabinoidi nel trattamento della fibromialgia sono ancora poco numerosi. Per questo un gruppo di ricercatori israeliani ha pubblicato un articolo in cui spiega i risultati di uno studio che ha portato avanti per indagare sull’utilizzo della cannabis nei pazienti affetti da fibromialgia.

Lo studio si è svolto tra il 2015 e il 2017 su un gruppo di 367 pazienti affetti da fibromialgia disposti a rispondere a un questionario dopo 6 mesi dall’inizio della terapia. Ecco i risultati che sono stati ottenuti:

  • Il 7,6% dei pazienti ha interrotto il trattamento prima del follow-up;
  • L’81% dei pazienti ha dichiarato di aver ottenuta una risposta al trattamento.
  • L’intensità del dolore si è ridotta da 9 a 5.

Gli effetti avversi più comuni sono stati lievi e includevano vertigini (7,9%), secchezza delle fauci (6,7%) e sintomi gastrointestinali (5,4%).

In conclusione, la cannabis medica sembra essere un’alternativa sicura ed efficace per il trattamento dei sintomi della fibromialgia, ma è necessaria la standardizzazione dei componenti e dei regimi di trattamento.

Studio di ricercatori statunitensi e israeliani pubblicato su Best Practice & Research Clinical Anaesthesiology (2020)

La fibromialgia è una patologia purtroppo molto diffusa, ma ancora troppo poco conosciuta: la ricerca scientifica deve procedere in questo ambito, per permettere di stare meglio anche ai pazienti che ancora non riescono a trarre giovamento dalle cure disponibili.

La letteratura scientifica evidenzia che i cannabinoidi possono essere impiegati nel trattamento della fibromialgia: in questo studio, i ricercatori hanno ripreso queste evidenze per farne una revisione sistematica ed approfondita.   

La cannabis ha una comprovata utilità in situazioni di dolore cronico, per questo potrebbe rappresentare una svolta nel trattamento di questa malattia reumatica. Da diversi studi retrospettivi e indagini sui pazienti emerge che l’uso della cannabis è ottimo per contrastare il dolore cronico portato dalla fibromialgia. Tuttavia è necessario che la somministrazione avvenga sotto stretto controllo medico, affinché sia elaborato un regime di trattamento personalizzato e appropriato per ogni paziente.

Studio di ricercatori brasiliani pubblicato sulla rivista scientifica Pain Med (2020)

Concludiamo questa carrellata di articoli con uno studio clinico in doppio cieco, randomizzato e controllato con placebo, svolto da un gruppo di ricercatori di Florianapolis, in Brasile. L’obiettivo era quello di determinare i benefici apportati dall’utilizzo di un olio di cannabis ricco di tetraidrocannabinolo (THC) sui sintomi e sulla qualità della vita dei pazienti affetti da fibromialgia.

Lo studio è durato 8 settimane e ha coinvolto 17 donne con fibromialgia, residenti in un quartiere a basso profilo socioeconomico e ad alta incidenza di violenza nella città di Florianopolis. La dose iniziale era di una goccia (~1,22 mg di THC e 0,02 mg di CBD) al giorno con successivi aumenti in base ai sintomi.

Il gruppo che ha assunto l’olio ha presentato una significativa diminuzione della sintomatologia rispetto al placebo e non ci sono stati effetti avversi intollerabili. I fitocannabinoidi possono essere una terapia a basso costo e ben tollerata per ridurre i sintomi e aumentare la qualità della vita dei pazienti con fibromialgia.

Conclusioni

Dopo la lettura di questo articolo, ti sarà ormai chiaro che la ricerca ha constatato l’efficacia della cannabis nella cura della sintomatologia della sindrome fibromialgica. Sono però ancora necessari studi futuri per valutare i benefici a lungo termine del trattamento e sarebbe opportuno osservare gli effetti delle diverse varietà di cannabinoidi, in modo da identificare la combinazione di fitocomposti più efficace.

Bibliografia

Studio di ricercatori olandesi pubblicato sulla rivista scientifica Pain (2019)

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6430597/

Studio di ricercatori israeliani pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Clinical Medicine (2019)

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31195754/

Studio di ricercatori statunitensi e israeliani pubblicato su Best Practice & Research Clinical Anaesthesiology (2020)

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33004171/

Studio di ricercatori brasiliani pubblicato sulla rivista scientifica Pain Med (2020)

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33118602

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